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ASA 1000 GT 1964

Disponibile

ASA 1000 GT 1964

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Importata da Luigi Chinetti negli Stati Uniti

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Restaurata negli anni ‘80 negli Stati Uniti

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Documenti italiani

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Circa 120 costruiti nella breve storia del modello

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Prezzo Richiesto: €150.000

Scheda Tecnica

 

Genere Veicolo:Autovettura
Marca:ASA
Modello:1000
Tipo:GT
Guida:SX
Venditore:Collezionista
Trazione:Posteriore
Anno immatricolazione:1964
Anno produzione:1964
Cilindrata:1.032 cc
Potenza:98 CV
Carburante:Benzina
Trasmissione:Manuale
Rapporti del cambio:4
Colore Carrozzeria:Grigio
Numero di porte:2
Numero di posti:2
Tipo Carrozzeria:Coupè
Colore interni:Nero
Materiale interni:Pelle
Città:Roma
ID Rivenditore:CC
Classe Emissioni:Euro 0
CC – Controllo Carrozzeria:SI
CC – Controllo Interni:SI
CC – Controllo Meccanica:SI
Punti di Forza

Questa ASA 1000 GT del 1964 è una delle pochissime coupè costruite e una delle ancora più rare versioni importate all’epoca negli Stati Uniti da Luigi Chinetti. Ha una storia documentata dagli anni ‘80 e dopo essere giunta in Inghilterra e venduta all’asta da RM Sotheby’s è stata importata in Italia.

Esterno

Secondo le informazioni raccolte dal registro del marchio la vettura, destinata al mercato nordamericano, nasce con verniciatura rossa. Negli anni 80 è oggetto di un importante restauro ad opera del noto editore di motori L. Scott Bailey, fondatore della prestigiosa rivista Automobile Quarterly, che decide di rendere omaggio al prototipo originale di Giugiaro (di cui era un grande ammiratore) svelato al Salone di Torino del 1961: la carrozzeria viene quindi verniciata in grigio e il frontale modificato per integrare i proiettori incassati. I cerchi Borrani con fissaggio a gallettone sono quelli di primo equipaggiamento.

Interno

Gli interni originali, secondo i dati del registro del marchio, erano rivestiti in pelle crema, ma in occasione del restauro sono stati totalmente ripristinati scegliendo il colore nero. Si presentano oggi con una affascinante patina dopo circa 40 anni dalla realizzazione.

Meccanica

Il motore da 1.032 centimetri cubi e 98 CV con cambio quattro marce è un progetto Ferrari ed è l’elemento chiave per il quale il modello è noto. La vettura dichiara una percorrenza di 34.450 miglia, pari a circa 55.000 km, ma non ci sono elementi per certificare questo dato. Dalle informazioni raccolte è stato possibile scoprire che la meccanica è stata totalmente revisionata da uno dei pochi specialisti italiani del modello nel periodo del restauro, mentre non ci sono informazioni su lavori recenti. Negli ultimi anni è stata utilizzata soltanto saltuariamente. 

Documentazione

Questo esemplare è uno dei pochi importati negli Stati Uniti da Luigi Chinetti, noto soprattutto per il suo rapporto con Ferrari. La vettura fu acquistata dal noto editore L. Scott Bailey e restaurata negli anni ‘80. Rimase con il proprietario anche quando quest’ultimo si trasferì in Inghilterra e, dopo la sua morte nel 2012, lè stata venduta all’asta da RM Sotheby’s. In seguito è arrivata in Italia, dove è stata immatricolata con le targhe attualmente presenti e corredata di Targa Oro ASI.

La nostra opinione

La storia dell’Asa 1000 GT è legata a doppio filo con quella di Ferrari. Il progetto, che porta la firma di Carlo Chiti e Giotto Bizzarrini, fu infatti ceduto dalla Casa del Cavallino alla neonata Asa di Lambrate. Presentata nel 1961 senza marchio e disegnata da un giovane Giugiaro per Bertone, la coupè è stata prodotta dal 1963 al 1967 in un numero non precisato di esemplari: secondo numerose fonti il totale delle Coupè non supera le 100 unità. La sua storia, i personaggi coinvolti e la produzione limitata ne fanno quindi un oggetto da collezione di grande importanza, che oggi difficilmente è disponibile sul mercato. Questo esemplare, pur non essendo più nella configurazione di fabbrica, vanta alcune rarità assolute: è uno dei pochi venduti negli Stati Uniti (32 secondo alcune fonti), è stato restaurato citando il primo prototipo ed è dotato di documenti italiani. Al prossimo proprietario la scelta di tornare o meno alla configurazione originale di questa “Ferrarina”.

 

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